Perché i fiori e gli aerei? Perchè squarci di città caotiche? Perché la frutta, perché il peperoncino. Tutto ciò è un bollito. Un gran bollito.
E per farlo bene ci vuole un po’ di tutto.
La carne, possibilmente poco grassa (siamo tutti a dieta), la verdura (tipo carote, cipolla, il sedano), l’acqua per la bollitura (direi che è essenziale). E poi le salse. La bernese, la tonnata, la senape (quella di Digione, ma a me piace quella al miele) o la immortale maionese. Sarà un caso ma finisco sempre a parlare, in questo caso a scrivere, di cose da mangiare di gastronomia, di prodotti che ci offre la nostra Madre Terra. La mia voracità è storia vecchia. Che non si esaurisce nell’atto proprio del mangiare ma ne vuole assaporare l’essenza parlandone, ridendoci e rappresentandola visivamente. E’ un continuo panegirico che si rinnova giornalmente. Finisco spesso a parlare di tre/quattro cose: la cucina, il calcio, la psicologia umana e (un po’ di meno) la politica. Sarà sintomo di vecchiaia? O forse è la passione. Si è decisamente la passione, che ci scalda i minuti, le ore, i giorni della nostra quotidianità. Del nostro vivere accanto a cose, macchine, televisioni computer, giochi, bottiglie, frutta, alberi , strade, palazzi etc. etc. Nelle quali cose ci accaniamo, lottiamo, respiriamo (poco), litighiamo (troppo),sudiamo (non d’inverno), urliamo, senza veramente “SENTIRE”.
Sentire cosa? Sentire la nostra passione. Quella che vibra più o meno assopita nel nostro corpo e nella nostra anima.
Non sempre ci permettiamo questo lusso. Non sempre e non tutti lo fanno. Ed allora giochiamo con gli aerei, con le loro scie di fuoco con le loro formazioni perfette, torniamo bambini per un po’, facciamo strani rumori con la voce, simulando un motore o chissà cos’altro. Immergiamoci respirando nella bellezza soffusa. Concentriamoci su di essa, troviamo il punto limite. Contempliamo i fiori e le altre meraviglie della natura. C’è una Camelia che stà scoprendo anche lei questa passione, e chissà dove la porterà. Una margherita che si accende e vibra di luce propria. E le rose…
Una orchidea ancheggia sensuale e violacea. Un tulipano è finalmente se stesso, libero di essere come vuole. Un grappolo d’uva che trasmette stati d’animo tranquilli.
E poi tutti gli altri … buon appetito.